L’odio non può sconfiggere l’odio,
solo esser pronti all’amore lo può.
  Questa è la legge eterna.
Dhammapada

 

La pratica di Metta

Penso che sia fondamentale avere gentilezza amorevole verso gli altri. Non c’è dubbio riguardo a questo. La gentilezza amorevole è l’essenza di Bodhicitta, l’attitudine del Bodhisattva. E’ il sentiero più confortevole, la meditazione più confortevole...senza Bodhicitta nulla funziona. E ancora di più la vostra meditazione non funziona e le realizzazioni non si manifestano”.

Lama Yesce Bodhicitta: the perfection of Dharma

Significato della parola metta

Metta (in sanscrito Maitri) è la benevolenza, la gentilezza del cuore che offre amore e comprensione profonda, che dona protezione, gioia e benessere a sé e agli altri.

Metta è una qualità della mente che sorge dal riconoscere la bellezza, la gioia e la felicità in noi e nella vita. Al tempo stesso Metta è il volere e desiderare spiritualmente che ogni essere possa sperimentare sicurezza, benessere, gioia e felicità.

Nella pratica

Tradizionalmente le qualità della Metta vengono approfondite grazie a meditazioni specifiche, che consistono essenzialmente nel dirigere verso di sé e verso gli altri un flusso positivo di intenti con la conseguenza di amplificare gli stati di gioia e di benessere altruistico e le condizioni in cui sperimentiamo livelli di coscienza che vanno al di là della ordinaria dimensione egoica.

Un modo ulteriore per sviluppare Metta è direttamente nell’esperienza della mindfulness e della vipassana, attraverso una continua e sollecita attenzione amorevole verso tutto ciò che sperimentiamo.

La meditazione di metta prevede un’integrazione tra rilassamento, concentrazione, presenza mentale e sviluppo delle qualità del cuore.

Attraverso la consapevolezza, la concentrazione ed il rilassamento è possibile pacificare la mente e lasciare che si stabilizzi nella calma, liberandosi gradualmente dagli ostacoli della sonnolenza, dell’agitazione e delle diverse emozioni distruttive.

A partire dalla calma interiore e dalla consapevolezza nella pratica di metta o gentilezza amorevole il meditante è invitato a dirigere la forza dell’amore dapprima verso se stesso, attraverso delle frasi e riflessioni che fanno sorgere la benevolenza.

Le frasi o auspici o benedizioni che vengono ripetute mentalmente, via via che si rilassa il corpo e la mente, sono tradizionalmente quattro:

              Possa io essere al sicuro

              Possa io essere felice, in pace

              Possa io essere in salute

              Possa io prendermi cura di me stesso/a felicemente

Successivamente, quando la metta si è intensificata e stabilizzata nel cuore ed in tutto il sistema corpo-mente, viene diretta e irradiata verso le altre persone.

Dirigere metta vuol dire sostanzialmente tenere a mente la persona, in primo luogo visualizzandola o semplicemente focalizzandosi sul pensiero delle buone qualità della persona; in secondo luogo utilizzando le frasi che vengono ripetute per approfondire la concentrazione.

Le frasi ed il flusso di gentilezza amorevole vengono dirette alle diverse persone secondo un percorso che comprende dapprima il proprio maestro o benefattore, poi le persone care, le persone neutre o indifferenti e infine le persone difficili oppure ostili.

Il senso della pratica rivolta alle diverse persone è nello sviluppo dell’imparzialità o equanimità che permette di irradiare benevolenza verso tutti gli esseri indistintamente, sviluppando così l’apertura del Cuore compassionevole (bodhicitta).

Nell’insieme delle pratiche trasmesse dal Buddha la meditazione di Metta oltre ad essere uno dei mezzi abili per sviluppare bodhicitta (mente altruistica dell’illuminazione) è anche un sostegno significativo alle pratiche di vipassana per lo sviluppo della saggezza.

Attraverso le meditazioni di consapevolezza come la vipassana sviluppiamo la chiara comprensione e la saggezza che servono a vedere la vera natura della mente e a limitare l’impatto dei pensieri e delle emozioni distruttive.

Con le meditazioni sulla gentilezza amorevole attiviamo la forza del cuore e troviamo uno spazio di rifugio nella dimensione della pace per poi diffondere queste risorse per il beneficio di tutti gli esseri.

Metta è anche uno degli oggetti consigliati dal Buddha per la meditazione di concentrazione (in sanscrito shamatha, in tibetano shinè, il calmo dimorare): in questo caso l’amore incondizionato diventa l’oggetto a cui continuamente si fa riferimento, per sperimentare il percorso che va dalla concentrazione iniziale sino eventualmente agli stati di assorbimento (Jhana).

I benefici della pratica di metta

Attraverso questo tipo di meditazione il praticante può gradualmente sperimentare la trasformazione della coscienza nutrita dalle qualità del samadhi: il rilassamento, la calma, la pace interiore, la brillantezza e luminosità della mente, la stabilità, l’unificazione con l’oggetto meditativo.

Si tratta di condizioni di purificazione e di equilibrio del sistema mente/corpo, con esperienze di gioia e beatitudine e di dissolvimento dei confini dell’ego, sino alla calma e alla pace del calmo dimorare.

Queste condizioni della mente nutrita dalla benevolenza rappresentano anche una sorta di rifugio interiore, di spazio interiore dove trovare quiete, stabilità e un senso profondo di sicurezza.

Questa dimensione di rifugio è caratterizzata da:

  • significativi stati di benessere, rilassamento, gioia, profonda calma
  • una condizione di protezione dagli stati afflittivi e dalle emozioni distruttive
  • una caratteristica radiosità e luminosità della mente che dimora in maniera naturale nella pura consapevolezza

La forza della gentilezza amorevole apporta benefici a diversi livelli:

  • A livello psicocorporeo favorendo il rilassamento, la distensione muscolare, l’equilibrio del sistema nervoso;
  • A livello psicologico come mezzo per risolvere i conflitti interiori e gestire emozioni distruttive come la rabbia, la paura, l’ansia
  • A livello interpersonale offrendo uno strumento diretto ed efficace per l’armonia nelle relazioni
  • A livello transpersonale come mezzo per sviluppare qualità altruistiche come l’amore e la compassione e come sostegno per lo sviluppo della saggezza attraverso la concentrazione e altri fattori mentali costruttivi come la pazienza, la recettività, la fiducia, la gioia, l’equanimità